Aspetto mentale calcio dilettanti: 4 trucchi per non mollare e rendere di più

L’aspetto mentale nel calcio dilettanti: la differenza tra chi molla e chi arriva in alto

Nel calcio dilettanti si parla tanto di tattica, di corsa, di scarpette nuove. Ma la verità è che al 90% la differenza la fa la testa.

In Promozione, Prima Categoria ed Eccellenza non ci sono preparatori atletici tutti i giorni, non ci sono psicologi, non ci sono stipendi importanti. Ci sono lavoro, famiglia, stanchezza. Eppure la domenica scendi in campo e devi rendere.

Ecco perché l’aspetto mentale è l’arma segreta di chi dura e di chi fa la differenza.

1. La pressione è diversa, ma c’è

Nel professionismo la pressione è: “se sbaglio perdo il contratto”.  

Nel dilettantismo è: “se sbaglio perdo il posto, mi deridono, perdo la fiducia dei compagni, etc “.

Giocare davanti a 50 persone che ti conoscono per nome mette più ansia che giocare in uno stadio. Imparare a gestire il giudizio è il primo passo.  

Trucco: concentrati solo sulla prossima azione. L’errore è già passato.

2. Motivazione vera: perché scendi in campo la domenica

Non sei un professionista.

Esci alle 17/18 da lavoro e alle 19/20 hai l’ allenamento. Se non hai un “perché” forte, molli.

I giocatori che durano 20 anni nei dilettanti hanno 3 motivazioni:  

  • Gruppo: “Vado per i miei compagni e il gruppo”  
  • Obiettivo: “Vogliamo vincere il campionato, salvarci o raggiungere obbiettivi personali”
  • Passione

Trova la tua. Scrivitela.

3. Gestire arbitri, avversari e nervosismo

Nel calcio dilettanti gli errori arbitrali ci sono. Le provocazioni pure.  

Chi perde la testa prende il rosso e salta partite. Chi resta lucido vince le partite anche sporche.

La Regola dei 10 secondi: prendi gol? Subisci fallo? Hai 10 secondi per incazzarti. Poi reset e si riparte.

4. La paura di sbagliare uccide il talento

Quanti giocatori fortissimi vediamo in allenamento e la domenica spariscono? Paura di sbagliare il passaggio, paura del mister, del giudizio.

Nel calcio dilettanti chi osa vince. Meglio un dribbling sbagliato che 90 minuti a dare la palla indietro.  

L’allenatore si ricorda di chi ci prova, non di chi non sbaglia mai.

Conclusione: allena la testa come alleni i piedi

Non serve uno psicologo. Serve routine:  

1. Pre-partita: 5 minuti da solo, respira, visualizza 3 cose che vuoi fare bene

2. Post-partita: 1 cosa fatta bene, 1 cosa da migliorare. Basta.

3. Fuori dal campo: dormi, mangia, stacca. La testa stanca fa errori.

Nel calcio dilettanti chi ha la testa più forte arriva più lontano e dura di più. Punto.

Tu che ne pensi?

Qual è la cosa più difficile da gestire mentalmente per te?

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